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venerdì 18 gennaio 2013

Pici risottati alla monzese


Soundtrack: O mia bela Madunina (G. D'Anzi, 1935)

Quest articol chì l'è scritt in milanes, ortografia classega

"Tutt el mond a l'è paes, a semm d'accòrd, ma Milan, l'è on gran Milan."
(Gioann D'Anzi)





Milan l'è la segonda cittaa pussee granda de l'Itàlia dòpo Roma, e la se troeuva in de la pianura de la Lombardia, la region pussee sviluppada e pussee popolada d'Italia. I sò abitant se ciamen milanes, ma ghe disen anca "meneghitt" del nomm de la maschera de carnaval Meneghin.

In tra i monument e i palazz famos de Milan se regorden el Domm, el Castell Sforzesch cont i sò musée e el teater a la Scala.






mercoledì 16 gennaio 2013

I pici toscani


Soundtrack: Nocturne op. 9 No. 2 (F. Chopin)

Culla di poeti e artisti di ogni tempo, di uomini di cultura, di botteghe e artigiani.
Campi e colline sterminati, filari di cipressi che ti accompagnano dolcemente verso lontani casolari.
Patria di vini, formaggi, olii profumati. Terra di povertà, che è la sua ricchezza più grande.
Terra di paracadutisti, così lontani tra loro ma legati da una divisa che è come una seconda pelle.
Terra di giovani donne, che in quella divisa sciolgono il loro cuore.
Storia di due amori, che in quella terra hanno trovato il loro nido.

16 gennaio 1973
Si avvicina il giorno del congedo. Gli ultimi lanci. Le ultime ronde. Le ultime libere uscite.
Due divise, arrivate a Pisa da Milano e da Messina. La stessa lingua, ma a volte incomprensibile l'uno all'altro.
Una sola passione per l'Arma e per il paracadute. Un amore sconfinato per due sorelle. I loro occhi sono infiniti come i campi di quella Toscana, così lontana e diversa da casa, ma che li ha accolti come due figli.
Si dovranno salutare, il giorno del congedo. Dirsi arrivederci. Forse addio.
Due treni, il nord e il sud.
Due sorelle, che di sè e della propria terra non possono lasciare altro che un paniere, dei lacci di acqua e farina racchiusi in un tovagliolo che profuma di sole, "così che mangiandoli, una volta a casa, sarai ancora un po' accanto a me"


Due madri, che accolgono i loro figli di ritorno a casa.
Due focolari, dove ribolle una povera ricchezza.
Salsa di pomodoro buono, carne di maiale per uno. La stessa carne di maiale, cotta a fuoco lento con la verza ghiacciata per l'altro.
E quella pasta, che sa di sole. Che sa di amore. Che sa di casa.



martedì 20 novembre 2012

Chi arancina in compagnia...

Soundtrack: L'amico è (Dario Baldan Bembo)

Giulia (“mamma” di Sghimbesci e Spatasciati) e Francy (“mamma” di Scorribande in cucina) non si conoscevano fino a pochi mesi fa,e forse non si sarebbero conosciute mai se non fosse per una passione che hanno in comune: cucinare, con l’aggiunta di un po’ di “follia”. 
Sì, perché partecipare all’MTC ogni mese e non con una ricetta, ma con due o tre, è un po’ folle così come è folle il gruppo dell’MTC su Feisbuc, folle e divertente! 


Non divagando, queste due mamme di blogger, e ce ne sarebbero state molte altre se la vita di tutti i giorni, la famiglia e il lavoro non si fossero messi di mezzo, han deciso che fare “le arancine” (e non chiamateli arancini!!!) era una cosa da condividere. E chissene se c’è un contest di mezzo! Perché a nessuno, in questo folle gruppo, interessa vincere, ma interessa cucinare, mettersi alla prova, imparare, sfidare sé stessi e condividere, darsi consigli, essere amici, di “penna”, e se si riesce “de visu”, che è sinceramente meglio! 

domenica 18 novembre 2012

Arancini per tutte le stagioni

Soundtrack: Brucia la terra ("Il padrino")

Si, arancinI. A casa mia sono sempre stati "masculi", e nonostante tutto per me continuano a chiamarsi al maschile!
Il nome in realtà dipende dalla provenienza: l'arancina arriva da Palermo, l'arancino da Catania e Messina: e siccome i miei sono degli arancini di origine calabrese (i primi arancini che ho mangiato erano di mia madre, cosentina) sono più vicini a quelli messinesi che agli altri.

sabato 13 ottobre 2012

Il Pan di Natale incontra il Pane dolce del Sabato


Soundtrack: Hava Nagila  (הבה נגילה in lingua ebraica, "Rallegriamoci" in italiano)
                                                                                                                                          "Va bene bambini, anche per oggi abbiamo finito. Prima di salutarvi però voglio lasciarvi un compitino a casa, da fare con le vostre mamme: scrivete un piccolo tema in cui raccontate "il vostro dolce della festa", il dolce che vi prepara la vostra mamma nei giorni speciali. Buon weekend a tutti, bambini, ci vediamo lunedì!"
"Mamma, mamma, ho bisogno del tuo aiuto per il compito che ci ha dato la maestra. Devo scrivere un tema sul nostro dolce delle feste. Perchè non mi racconti come si fa il Pane dolce?"
"Certo tesoro, sto giusto iniziando a prepararlo per domani. Puoi stare qui con me, osservarmi e poi scrivere il tuo tema. Anzi, faremo di più: ne prepareremo due, uno lo mangeremo insieme domani e uno lo porterai a scuola lunedì, va bene?"
"Siii mamma grazie! Sei la mamma migliore del mondo! Da cosa cominciamo?"
"Con calma tesoro, cominciamo dagli ingredienti:

500 gr di farina 0 (io 350 manitoba e 150 farina 00)
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra 
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale
marmellata di fichi (io rigoni di Asiago)
100 gr di uva passa 
frutta secca a piacere (io noci, nocciole e mandorle)
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di papavero

Per prima cosa setacciamo in un ampio contenitore le farine.
Facciamo sciogliere nell'acqua il lievito con un cucchiaino di zucchero e lasciamolo riposare per una decina di minuti (o fino a quando inizierà a fare una bella schiuma).
Mischiamo le farine, il sale e lo zucchero, versiamoci il lievito attivato e cominciare ad impastare, uniamo poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Impastiamo amorevolmente, aggiungendo eventualmente un po' di farina se la pasta dovesse sembrare troppo appiccicosa, fino a quando si staccherà perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciamo lievitare per almeno due ore in una ciotola chiusa con la pellicola, in modo da creare una piccola camera di lievitazione.
Quando la pasta sarà raddoppiata sgonfiamo l'impasto e tagliamolo in due parti uguali, che andrà poi divisa in altre tre.
Stendiamo su un piano infarinato, o direttamente sulla carta da forno, ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15.
Stendiamo un paio di cucchiai di marmellata di fichi su ogni striscia, versiamoci sopra uvetta e frutta secca e chiudiamo le strisce su se stesse formando dei salsicciotti. 



Mi raccomando, che siano ben chiusi, altrimenti uscirà il ripieno! Tutto chiaro fin qui, tesoro?"
"Si mamma, sai che ti osservo sempre quando cucini! Adesso facciamo la treccia?"
"Si, prendiamo il tre salsicciotti che abbiamo preparato e intrecciamoli tra loro. Ripetiamo poi tutto il procedimento anche per le altre tre strisce, formando una seconda striscia. Adesso che sono quasi pronte le mettiamo sulla teglia che poi andrà in forno, con sotto la carta per evitare che si brucino, e le facciamo lievitare ancora un'oretta"

A quel punto la mamma accese la luce del forno e mise le due meravigliose trecce a riposare. 


David era affascinato da quel dolce, che le mani della sua mamma preparavano amorevolmente tutti i venerdì, da sempre. Un profumo delizioso abbracciava tutta la casa e la mattina di Shabbat era una vera festa!
Pensando alla fantastica colazione che li attendeva la mattina dopo, David trascorse quasi un'ora incantato, con il nasino appiccicato allo sportello del forno, ad osservare quelle trecce che magicamente si gonfiavano

"Amore vieni, è ora di accendere il forno. David per favore, mettilo sui 200° a cottura statica. Ora tiriamo fuori la teglia, le trecce saranno pronte. Le spennelliamo con un po' di tuorlo d'uovo, mischiato ad acqua, e le ricopriamo con i semini di papavero. Ora via, nel forno!"
"Che bellezza mamma, farò un tema stupendo con tutte le tue spiegazioni e lunedì la maestra sarà felice del nostro dolce!"


Shabbat trascorse nella serenità e come sempre arrivo il momento di tornare a scuola, lunedì mattina. David era felicissimo, aveva scritto un tema perfetto ed era orgoglioso del dolce che la mamma aveva preparato da portare a scuola.
Arrivò il momento dell'intervallo e David chiamò la maestra e tutti i suoi amici: "Maestra, ho portato per voi il dolce di cui ho parlato nel tema. E' il pane dolce di Shabbat, che per noi Ebrei è la festa del riposo. E' un dolce che la mia mamma prepara per noi tutti i venerdì e che consumiamo, tutti insieme, nella giornata di Sabato"
Così dicendo David iniziò a tagliare delle profumatissime fette che condivise con la maestra e con i suoi amici.
La maestra era commossa dal gesto affettuoso e generoso di David, e assaggiò felice quella soffice brioche. 

In una frazione di secondo fu catapultata indietro di tantissimi anni: 
era la mattina di Natale e la casa era invasa da un delizioso profumo di brioche. Come da tradizione la nonna le aveva preparato il pan dolce di Natale, ricco di fichi secchi, uvetta e frutta secca.


La maestra guardò quel bambino, che orgoglioso spiegava ai suoi amici le sue tradizioni, sconosciute ai più, e grazie a lui sentì nuovamente vicina la nonna e il suo amore, ormai lontano da tantissimi anni.



Alla mia nonna, con amore



sabato 22 settembre 2012

La "Pasqualina" dell'amicizia

Soundtrack: Un amico è così (Laura Pausini)

Post numero 100 !!!

 Il mio blog nasce per caso, da un'idea della mia amica Valentina (tesorina TVB !!!). Non sono una grande scrittrice, ed effettivamente avevo più l'idea di uno spazio mio per raccogliere le ricette, quelle di famiglia, quelle inventate, quelle provate copiandole altrove.

Ma poi, un po' alla volta, oltre alle ricette sono arrivate le amiche. Quelle virtuali, quelle reali.
Persone che vedi per la prima volta, ma con cui senti di avere un'affinità che ti lega al di là di ogni tempo.
Mercoledì sera, proprio con un bel gruppo di queste "foodamiche", accompagnate da qualche marito, abbiamo organizzato una splendida cena... una di quelle serate in cui speri che il tempo non passi mai!

Mi permetto di "rubare" una frase ad una delle più care fra le foodamiche, perchè credo che davvero ben rappresenti il nostro modo di essere in cucina:

"La fretta è nemica della cucina. Cucinare è una preghiera. 
Un dono d'amore. E' la famiglia. 
Significa stare in compagnia dei tuoi antenati e percepire la presenza delle loro mani che ti aiutano. 
(S. Kallos) "

Ed è proprio a queste foodamiche che voglio dedicare il mio post numero 100: a loro, alla passione che abbiamo in comune e all'affetto che ci lega!
E sempre a loro dedico la mia "Pasqualina" dell'amicizia, realizzata con amore e con i loro apprezzatissimi pensieri, cercando di racchiudere nei sapori di questa torta le caratteristiche delle amicizie più belle e importanti: la pasta della Vitto, inimitabile. Le cipolle di Tropea con il sale pizzichino della Nora, saporite ma dolci. La prescinseua originale di Ale, morbida e acidula. I pomodorini pachino, con un pizzico di peperoncino: zuccherini ma piccanti allo stesso tempo.


Per la pasta vi rimando al mio post sulla pasqualina o direttamente alle indicazioni della Vitto.

Ingredienti per il ripieno:
3-4 cipolle di tropea, 
Il sale pizzichino 
un vasetto di prescinseua
un paio di cucchiai di parmigiano grattuggiato
circa 200 gr di pomodorini pachino
un pizzico di peperoncino
sale, olio evo

Tagliare a fette non troppo sottili le cipolle e stufarle in padella con un po' di sale pizzichino. Può essere sostituito con un trito di sale grosso, aglio ed erbette (rosmarino, salvia, maggiorana.... per l'originale dovete chiedere a lei). Una volta eliminata tutta l'acqua di cottura lasciar raffreddare

Lavorare la prescinseua con un paio di cucchiai di parmigiano grattuggiato.


Lavare accuratamente i pomodorini, tagliare a metà, eliminare l'interno e far sgocciolare. Passare in padella con un pizzico di peperoncino e far raffreddare.


Stendere le prime due sfoglie di pasta e poi versare il ripieno, a strati. Prima la cipolla, poi la prescinseua, poi i pomodorini. Chiudere la torta con le altre tre sfoglie e infornare a 150-180° 


Abbiate la pazienza di resistere e non tagliare la torta prima che sia fredda: sarà superlativa, come tutte le amicizie che si rispettino!


Con questa ricetta partecipo nuovamente a Menu turistico Challenge di settembre



martedì 18 settembre 2012

La mia pasqualina a km 0

Soundtrack: Genova per noi (Bruno Lauzi&Paolo Conte)

Chi vi scrive in questo momento è una donna veramente destabilizzata! 
Non sono mai stata una mamma apprensiva, gravidanze splendide, parti (cesarei) andati in un soffio. Non avevo latte, ma non ho mai vissuto l'allattamento artificiale come una mancanza. I miei figli a 3 mesi erano nel loro lettino in cameretta, si sono sempre addormentati da soli. Tante coccole, tanti giochi insieme, ma poco tempo in braccio. A tavola composti fino a quando finiamo di mangiare, all'asilo nido a 10 mesi e per loro è stato come una seconda casa.
Beh insomma, ieri Giorgia ha iniziato la scuola materna, e io sto dando i numeri! Non perchè non sia tranquilla, anzi ho estrema fiducia nella mia bambina. Ma il fatto che lei sia lì e io qui in ufficio... NON MI PIACE! Insomma dovrei essere lì a prenderla, a sentire cosa dice la maestra... UFF !
Qualcuno ridendo mi ha detto "allora sei una mamma meno snaturata di quanto pensassi!" 
...forse ha ragione :)

Meno male che in questo mio momento di follia ci sono la Vitto da Marte, le amiche di Menù Turistico e la fantastica Torta Pasqualina!
La sfida di questo mese è proprio sulla più famosa delle torte salate liguri, e sulle sue sorelle in generale, le torte di verdura.

A casa mia la torta salata piace molto: è buonissima, gustosa, versatile. "Divertente" da mangiare, permette di risolvere una cena in poco tempo, oltre ad essere un fantastico "svuota frigo"
Ma questa volta non è così semplice: sfoglie rigorosamente tirate a mano, armate di mattarelli e pugni,  cupolette da gonfiare a palloncino usando cannucce o più improbabili bucatini, formaggi praticamente inesistenti.... Al che mi sono detta "va bene, se deve essere sfida, che sfida sia!"
Ho quindi tirato a mano le sette sfoglie, ho prodotto con le mie manine la prescinseua e ho usato le uova e le bietole del papà di un'amica che, sant'uomo, ha le galline e un fantastico orticello!

LA PRESCINSEUA

La prescinseua (o quagliata) è un formaggio tipico genovese e prende il nome dal caglio (presù in genovese).
In qualsiasi altra località è praticamente introvabile (oltre ad essere quasi sconosciuta), quindi ho fatto un po' di ricerche sul web, chiesto informazioni alla mia fidata amica blucerchiata e ho cercato di riprodurla da sola!


Ingredienti per circa 300 gr di prescinseua
2 L di latte fresco intero
5 gr caglio (acquistabile in farmacia)
Far riposare il latte per 48 ore a temperatura ambiente.
Trascorso questo tempo prelevare 0,5 L di questo latte, che ha iniziato a cagliare, e portarlo ad una temperatura di 40-50°. Aggiungere 5 gr di caglio, mescolare accuratamente (attenzione perchè in pochi secondi il latte si rapprenderà completamente) e aggiungere al restante latte.
Mescolare molto bene, far riposare altre 4 ore, trascorse le quali la prescinseua sarà quasi pronta


Nel contenitore si sarà formato in superfice il formaggio e sul fondo sarà rimasto il latticello (che può essere conservato in frigo o freezer e utilizzato per impasti come pane, focacce o muffin)
Con una schiumarola prelevare il formaggio, che andrà "strizzato" con una pezza a trama molto fitta. 



Libererà il restante siero assumendo la tipica consistenza: una via di mezzo tra la ricotta e i fiocchi di latte, quasi spalmabile.
Il sapore e l'odore sono molto simile a quella dello joghurt greco, con un forte gusto di latte acidulo e pungente.

LA PASTA MATTA

Non si tratta della vera e propria pasta sfoglia, ma di una "sfoglia" povera perchè priva di burro ma insaporita da olio evo e vino bianco
La tradizione ligure vorrebbe la vera pasqualina formata da 33 sfoglie, mentre la nostra sfida ne richiede solamente 5. Sfida nella sfida ho deciso di tirarne 7, con buona pace delle mie braccia :)

Ingredienti

300 gr farina 0 (meglio manitoba, che rende la pasta più elastica e resistente quando si tira)
sale
30 gr olio evo
mezzo bicchiere di vino bianco secco
mezzo bicchiere di acqua 

Lavorare la farina con il sale, l'olio e il vino bianco. Aiutandosi con un po' d'acqua alla volta formare un impasto morbido ma non appiccicoso, dividerlo in 5 parti uguali e far riposare un'oretta o due
Volendo tirare sette sfoglie e non cinque, ho diviso l'impasto in 7 panetti più piccoli.. il che ha reso la produzione delle sfoglie ancora più ardua per il minor quantitativo di pasta a mia disposizione (ben mi sta...)

Per la preparazione della torta riporto fedelmente la spiegazione di Vitto:
"Pulite 1,2 kg di bietole, togliendo quasi tutta la parte del gambo, tagliatele a striscette e saltatele in padella con olio e.v.o. maggiorana e cipolla tritata. Deve asciugarsi bene l’umidità. Lasciare raffreddare. 
In una ciotola lavorate 250 gr di “prescinseua” genovese con 50 gr circa di parmigiano grattugiato, un pizzicone di maggiorana, sale e pepe. 
Stendete una pallina in una sfoglia sottile e foderate il fondo e le pareti di una teglia tonda (diametro 22-24) unta d’olio facendola un poco debordare (ungete anche il bordo della teglia altrimenti la pasta si strapperà quando dovrete arrotolarla) Ungete la pasta di olio con il pennello, stendete la seconda sfoglia (e io anche la terza). Versate dentro le bietole, sopra il composto di formaggio. 


Poi con il dorso di un cucchiaio fate 3 o 4 incavi a distanza regolare e in ognuno rompete un uovo; salate e pepate e versate un filino d’olio su ognuno. Le altre 3 sfoglie devono essere tirate sottilissime e non devono assolutamente avere buchi; io le tiro prima con il matterello e poi mi aiuto allargando la sfoglia con i pugni infarinati e ruotandola (non è facile farlo senza bucare la sfoglia).  

Tirare la prima delle tre (quattro) sfoglie e coprire il ripieno facendo debordare la sfoglia di lato. Ungere bene la superficie con un pennello o con le dita delicatamente (sotto ci sono le uova intere!!!). Appoggiare la seconda sfoglia, ungere bene, appoggiare al bordo una cannuccia per soffiare aria fra uno strato e l’altro di pasta del coperchio, appoggiare l’ultima sfoglia e ungete anche questa molto bene. A questo punto arrotolare il bordo a cordoncino (se è troppo tagliarne una parte con le forbici). 


Se usate una cannuccia con il gomito non ci sarà rischio che qualche micro goccia di saliva arrivi alla torta, terrore di molti!!! Una volta si usava un maccherone lungo!
Quando è ben gonfia come un palloncino togliete rapidissime la cannuccia e sigillate l’apertura.
Infornare a 180° per 40-50 minuti o fino a doratura della pasta.



Appena tolta dal forno spennellate delicatissimamente di olio. Raffreddandosi la pasta si ammorbidirà e, se l’avrete fatta abbastanza sottile, scenderà come un velo! "




Questa torta mi ha riportato alla memoria profumi e sapori nascosti in un angolino della memoria, delle mie estati di bambina trascorse con mia nonna a Camogli
Per amore di verità non ho trovato particolarmente gradevole il sapore della prescinseua (so che risulterò abbastanza impopolare tra le amiche liguri, ma così è!) mentre ho ADORATO le bietole saltate in padella

Con questa ricetta partecipo a MT Challenge di settembre







giovedì 17 maggio 2012

Sono qui, per l'emmetici !

Avevo aperto il mio blogghettino da poco, e vagando tra un blog e l'altro sono finita su Menù Turistico. Era gennaio e c'era il challenge sulle tagliatelle in corso. Mi sono resa conto da subito che sarebbe stato da pazzi partecipare, con tutte le meraviglie (leggi: follie) che giravano. Ma il mio naturale spirito competitivo ha avuto il sopravvento, e così mi sono armata di mattarello e ho iniziato a stendere una delle peggiori sfoglie mai viste nella storia :) Ahahahah che pessima figura! 

domenica 22 aprile 2012

Frangipane fiorita, ovvero il mio giardino d'inverno


Ragazzi, che giornata! 
Avete presente la sensazione di andare ad un addio al nubilato, pronte per una serata fantastica con le amiche, oppure un pomeriggio di shopping tutto per te??? Ecco, ieri è stato proprio così. 
Abbiamo passato una fantastica giornata milanese con la multitasking Alessandra di Menù Turistico, la mia super socia Nora, la rossissima Silvia Stella tra i fornelli, e poi la Roby, la Dauly, la Kika, la Mai, la Stefania simpatica e la Cardamoma chiacchierona, la Vitto, la Giulia no blogger!

martedì 17 aprile 2012

Tartellette al caramello salato con crumble al frangipane

Scrivo questo post con tanta amarezza nel cuore. Oggi, dopo mesi e mesi di voci di corridoio, la mia azienda ha confermato la volontà di vendere un ramo, e con lui la bellezza di 720 dipendenti. Lavoro in questa azienda da 10 anni, avevo 22 anni quando sono stata assunta e da allora sono cresciuta, mi sono fidanzata, ho perso mia mamma, mi sono sposata e ho avuto due figli.

domenica 15 aprile 2012

Torta Frangipane con pere al vin brulè


Una torta molto invernale, nell'unica giornata di sole di questa cupa settimana!
Un guscio di frolla al Valpolicella, una dolcissima crosticina di crema Frangipane e un cuore di pere cotte nel vin brulè!



venerdì 13 aprile 2012

Torta Frangipane speziata

Non avevo mai fatto nè assaggiato la crema Frangipane
Avevo letto solo qualcosa su internet ma non aveva mai attirato particolarmente la mia attenzione.
Mi ci sono decisamente schiantata contro!
Sono stata davvero contenta quando ho letto che Ambra, la gattaghiotta che ha vinto la sfida di Marzo, aveva deciso di proporre un dolce: appena scoperto l'argomento della sfida ho iniziato a pensare e meditare, e la sera stessa avevo già sfornato la prima torta!

mercoledì 28 marzo 2012

Sofficrepes



Stasera a cena Sofficini!!!
Va beh e quindi? Ti sembra una piatto da pubblicare sul blog???
Si! Perchè sono sofficini home-made!
I miei bambini vanno matti per i sofficini e io ho pensato più e più volte a come riprodurli in casa
Ovviamente mi sono venute in aiuto le deliziose crepes di Giuseppina


mercoledì 21 marzo 2012

Menù di crepes per MTC


E' possibile che il contest più famoso della blogsfera abbia riscosso ancora più successo del solito?? Ebbene si! Giuseppina, la vincitrice di febbraio, ha proposto una sfida che ha reso felici tutti i blogger: credo non ci sia massaia che non abbia la sua crepes. Ed anche io effettivamente avevo la mia ricetta, buona e soprattutto supercollaudata
Ma seguendo le direttive di Giuseppina ho scoperto una crepe che non abbandonerò più: sottilissima, fragrante, con un profumo penetrante e un sapore delicatissimo

sabato 18 febbraio 2012

Tris di patè con crackers home made

Quando a gennaio ho deciso di partecipare per la prima volta al MT challenge NON SAPEVO che stavo per andare in contro a qualcosa di più grande di me. Mi sono lanciata, come sempre, senza pensarci su tanto. Ma poi.... frequentando assiduamente i post di Menù Turistico, leggendo tutte le ricette delle partecipanti, SBAVANDO letteralmente sulle bellissime foto mi sono resa conto di essere stata quanto meno folle :)
"Ma ormai sono in ballo, quindi balliamo", mi sono detta ! Peccato che poi, dopo aver letto il tema della sfida di febbraio ho pensato "ma io ODIO il patè!" Nel mio immaginario il patè è sempre stato solo fegato e gelatina, una cosa per me IMPENSABILE. Il post di Bucci invece, e tutta una serie di ricerche fatte sul web, mi hanno aperto un mondo (e soprattutto hanno fatto si che io mi rendessi conto che una delle mie pietanze preferite è proprio un patè!!)

sabato 14 gennaio 2012

Tagliatelle alla paprika


Come saprete dato il mio post precedente, ieri ho fatto il goulash di polpettine. Siccome ovviamente è venuto molto molto abbondante, ne è avanzato parecchio... pensa, pensa e ripensa....ecco che mi viene in mente di tirare le famose tagliatelle per l'MTchallenge!
Ammetto che non sono una fanatica delle tagliatelle (anzi in generale non amo molto la pasta all'uovo), ma obiettivamente con il mio goulash di polpettine di accompagnavano perfettamente